
Nicolàs Gòmez Dàvila Pensieri Antimoderni
"L'aforisma di Gómez Dàvila, approfondimento delle invettive e dei canti nietzscheani, prolungamento degli inni e delle laudi dei soli al cospetto del divino, eredità di una inesausta, arcaica e tenace, arcana e trasfigurante, trasfigurata tradizione di cerca del valore, del suo significato e della sua realtà è un non plus ultra che tacita le altre voci. Oltre, può andare solo il soldato con il suo bagaglio letale, il monaco che leva la fronte verso il cielo; o stare, forse, l'amplesso di due 'anime che si esprimono nella carne', un contadino serenamente curvo sul germoglio di patate. Un uomo, una cosa, un silenzio spasmodico, universale. Ma non la parola, che Gómez Dàvila ha già costretto alla più acuta e grave sobrietà e al tremito più fino e al sacrificio nel comunicare, nel comunicarsi. Non l'intelligenza, che potrà solo canticchiare ancora tra sé la melodia del senso e del dissenso ascoltata in queste pagine. Non lo sguardo, che vedrà solo analogie con quanto già qui appreso, e lancinanti conferme. Non lo sprezzo, che raramente fu così alto."
''Così la curatrice, Anna K. Valerio, traduce le proprie impressioni di lettura e sintetizza il significato dell'eresia daviliana nella storia del pensiero e della scrittura. Storia interrotta, incantata, dallo stile dell' hidalgo sapiente nato a Bogotà, come la crestomazia raccolta in questo volume saprà testimoniare.''
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